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Domenica, 20 Maggio 2012

Forbes: Hu Jintao è l’uomo più potente del mondo

NEW YORK (USA) – Hu Jintao scalza Barack Obama dalla testa della classifica delle persone più potenti del mondo stilata da Forbes. E’ dunque il presidente cinese, secondo la rivista statunitense, l’uomo che nel 2010 ha potuto esercitare un maggiore potere a livello globale. L’anno scorso Hu Jintao si era piazzato al secondo posto, proprio alle spalle del presidente statunitense. E non vi è dubbio che, nella sua scalata in classifica, abbia beneficiato del parziale declino politico di Obama.

“PUO’ DEVIARE IL CORSO DEI FIUMI”. Hu Jintao, spiega la rivista statunitense, si è piazzato al primo posto perché nessun altro leader politico può esercitare il suo potere su una fetta così larga della popolazione mondiale. “Esercita un controllo quasi dittatoriale – si legge su Forbes – su 1,3 miliardi di persone, un quinto della popolazione globale. Diversamente dai suoi colleghi occidentali, Hu può deviare il corso dei fiumi, costruire città, incarcerare i dissidenti e censurare internet senza l’interferenza di fastidiosi burocrati”.

Ma non sono solo queste le motivazioni che hanno spinto Forbes a scegliere Hu Jintao. Perché sotto la sua leadership, spiega la rivista statunitense, la Cina “ha superato il Giappone divenendo la seconda economia globale” ed è ora il paese dove “vi sono le maggiori riserve di valuta estera”, stimante in 2.650 miliardi di dollari. Hu Jintao, inoltre, ha un immenso potere militare, poiché è alla “guida del più grande esercito del mondo”.

IN CLASSIFICA VI SONO 7 CINESI. In totale Forbes ha inserito sette cinesi tra le 67 persone più potenti del mondo. I potenti di Cina, in altre parole, rappresentano più del 10% degli uomini entrati in classifica.

All’undicesimo posto vi è  Zhou Xiaochuan, il governatore della banca centrale cinese, l’uomo che “può evitare che scoppi una guerra delle valute”. Il riferimento è alle tensioni tra Cina e Stati Uniti sulla questione della rivalutazione dello yuan. Eppure, spiega Forbes, Zhou Xiaochuan “non ha nessuna intenzione di prostrarsi davanti alle pressioni dei paesi occidentali, che chiedono di rivalutare la valuta cinese, artificialmente bassa, e di cambiare il regime dei tassi di cambio”.

Segue in classifica Lou Jiwei, al trentesimo posto. Lou Jiwai è a capo della China Investment Corporation, il fondo d’investimento cinese da 330 miliardi di dollari che “detiene oltre nove miliardi di dollari in azioni delle maggiori compagnie statunitensi, tra cui Apple, AIG e News Corp”. Un po’ più in basso c’è invece Li Changchun, trentaduesimo, l’uomo che è capo della macchina della propaganda del Partito Comunista. “Controlla ciò che sentono, vedono e dicono 1,3 miliardi di cinesi”, spiega Forbes.

E’ trentaseiesimo, invece, un multi-miliardario di Hong Kong, Li-Ka Shing, che è a capo della Hutchison Whampoa & Chueng Kong Holdings. Quarantaseiesimo è Robin Li, il CEO di Baidu, il motore di ricerca a cui si affidano il 70% dei cinesi, mentre è sessantaduesimo Wang Yong, il presidente della SASAC, la commissione da cui dipendono tutte le imprese statali del paese asiatico.